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4 piatti di carne della tradizione fiorentina da non perdere

Bistecca alla fiorentina servita alla Trattoria 4 Leoni a Firenze

1 – Bistecca alla fiorentina

Naturalmente la regina è lei: la Bistecca alla fiorentina.

Rigorosamente alta 5/6 cm e cotta al sangue! Taglio pregiato della lombata del vitellone incluso di osso dalla tipica forma a T del peso di circa 1 chilo o più. Pochi minuti per lato sulla griglia ben calda: dentro deve rimanere rossa. E’ un segreto di chi la cuoce se condirla (sale e pepe) prima o dopo la cottura l’importante che in bocca si sciolga morbida e succosa.

Lampredotto - il piatto tipico della cucina fiorentina - 4 Leoni Trattoria

2 – Lampredotto

A Firenze si dice “in cucina non si butta via niente”. E’ per questo che varie tipi di interiora del vitello fanno parte della tradizione della cucina toscana.

Il lampredotto è realizzato con uno degli stomaci dei bovini in particolare l’abomoso. La sua cottura necessita una preparazione particolare e molto lunga assieme a verdure e viene servito dentro ad un panino nei tipici chioschini a giro per le piazze e le strade di Firenze.
Il lampredotto viene servito anche in “zimino”, ossia in umido con verdure cotte generalmente spinaci o bietole.

Trippa alla fiorentina - Trattoria 4 Leoni

3 – Trippa

La trippa alla fiorentina è un secondo piatto di frattaglie molto gustoso che fa parte della cucina povera toscana, ma è davvero nutriente

La trippa è realizzata con alcune parti dello stomaco dei bovini. La trippa già cotta e ben lavata viene tagliata a strisce e unita ad un soffritto di carote e cipolle per poi continuare la cottura con salsa di pomodoro. Una volta ritirato il liquido di cottura viene condita con una spolveratina di parmigiano grattugiato.
E’ un rituale, a fine piatto, fare la scarpetta per gustare il sugo della trippa fino in fondo.

Peposo all'imprunetina - Trattoria 4 Leoni

4 – Peposo all’imprunetina

L’origine del peposo è antichissima

Sembra che l’origine risalga all’usanza di mettere nel coccio di terracotta uno spezzatino di muscolo di manzo con molto pepe (da qui il nome di peposo) e vino rosso (rigorosamente Chianti) e cuocerlo lentamente (molte ore) vicino alla bocca delle fornaci dell’Impruneta (un paese delle colline intorno a Firenze) dove si preparavano i mattoni, tegole, vasi, orci in terracotta tipici della zona. Con la cottura lenta la carne diventa scura, tenerissima e molto gustosa.